STORIA DEGLI STRUMENTI MUSICALI ELETTRONICI edizioni_eufonia

STORIA DEGLI STRUMENTI MUSICALI ELETTRONICI

 15,00

Un libro sugli strumenti elettronici

Autore

RAGANATO E.

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STORIA DEGLI STRUMENTI MUSICALI ELETTRONICI

Quando iniziai a maturare l’idea di raccogliere tutti i miei articoli sugli strumenti musicali

elettronici per farne un libro ero il redattore responsabile di Organologia della rivista

Musicaround.net. Ma perché un nuovo libro sull’argomento? In effetti la letteratura a

riguardo, se si escludono le notevolissime fonti telematiche, ben poco si è occupata di questi

strumenti molto recenti. La maggior parte delle mie ricerche si sono svolte infatti sui

cataloghi commerciali e sullo studio delle testimonianze dirette di chi ha posseduto e

suonato uno strumento elettronico. In Italia abbiamo buoni intenditori e grandi esperti, cito

Alvise Vidolin per tutti, ma l’essere un Paese relativamente piccolo, ai margini della musica

internazionale, ci ha portato a trascurare una parte della storia organologica di notevole

interesse, come invece non è stato fatto nel mondo anglosassone. Se i libri sugli Stradivari

non sono quindi una novità, lo sono invece quelli che citano i costruttori di Organi

elettromagnetici di Castelfidardo o addirittura Airoldi (uno dei primi inventori della chitarra

elettrica). Ma la storia della musica elettronica è stata fatta anche da altri strumenti,

soprattutto americani, russi, giapponesi e così via. Ed è stato così che ho iniziato ad

esaminare passo dopo passo, i momenti più significativi di questa storia a livello mondiale.

Chiaramente ho dovuto fare una scelta precisa di ambito ed ecco perché non ho parlato di

Computer Music o di musica elettronica intesa come registrazione e riproduzione. Ho voluto

fermare l’attenzione sugli attrezzi del mestiere, sulle valvole, sui moduli che ragazzi come

erano all’epoca i Pink Floyd si divertivano a connettere per tirarne fuori delle sonorità nuove,

inusuali, sui suoni che hanno cambiato la musica e la cultura, scegliendone gli strumenti più

rappresentativi. Tutto questo cercando di mantenere sempre un linguaggio chiaro, adatto

anche a chi per la prima volta sente parlare di oscillatori o di frequenze, stuzzicando la

curiosità di chi pensava che le “tastiere” fossero gli unici strumenti elettronici e che fossero

tutte uguali e dando un quadro unitario e degli spunti di riflessione agli interessati più esperti.

E così è nata questa pubblicazione.